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I sogni dell'anarchico

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Mioni, Ugo 25 occorrenze

I sogni dell'anarchico

bracciuoli, che ne celava quasi tutta la persona, l'altro seduto a cavalcioni di una sedia di cuoio, colle braccia incrociate sul davanzale. Quei due

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, sul quale mani affaccendate costruivano una grande fabbrica. Qualche settimana prima colà non v'erano che quattro alberi ed un po' d'erba, ed ora

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valeva la pena di lavorare. Le notizie che giungevano in paese erano così brutte; se ne raccontavano tante della crudeltà degli spagnoli. Qua essi

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cosa è così lampante, che, se fosse giustizia sulla terra, gli si dovrebbe dare piena ragione; ma la giustizia, l'equità, il diritto, tutto, tutto è

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Ode un tumulto immenso. Dove si trova? Non più sulla via, che conduceva dalla sua casa, svaligiata dai francesi, alla cittadella, dove voleva porgere

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occhi, e sente che sono bendati; la benda gli preme la fronte; vuole muovere le membra, ma tutte sono fasciate, bendate.. Dove si trova? Ricorda il

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un istante che quello fosse stato un sogno, ma poi continuò: - Peccato che non fu che un sogno. Sarei morto la morte dell'eroe. Dell'eroe? Ma il:suo

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il vestito è quello di un uomo che può, di un dominatore. I sandali sono di cuoio finissimo, rosso; i calzoncini corti di pelle concia, elegantissimi

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sua mano. Suo padre, quando gli ha donato il pugnale gli ha detto: ? II miglior amico! Esso non permetterà giammai che tu diventi prigioniero. Lo

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L'immensa estensione del mare. La trireme, mossa da cento robuste braccia che muovono il remo, vola sulla tranquilla superficie del Mediterraneo, il

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spirito era troppo assuefatto all'infinita grandezza di quelle lande ed all'elegante bellezza delle palme, che nelle oasi si agitavano allo zeffiro, per

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a sé. L'ampia stanza, dalle pareti di marmo prezioso, ornate di grandi scudi di bronzo e di oro, era innondata di una luce tepida, che usciva da due

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cingergli il capo della corona di alloro, che si era guadagnata nella Grecia. Uscì di stanza. Passò tra una schiera di senatori, i quali si curvavano

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Fa il viaggio, con mille vetture; giganteschi carri portano le sue corone, che non vuole abbandonare a Roma, che conduce seco, tanto gli sono care. E

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abbandonato. Schiavi, liberti, cortigiani saccheggiano il palazzo. Gli portano via tutto; financo le coperte del letto e la fiala preziosa, che Lomita

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telegrafo e del telefono. che corrono sulle case, producendo certi suoni, i quali sembrano melanconici lamenta che scendono dall'alto; e poi le campana di

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che fuggiva terrorizzato, schiacciato dal peso di una sciagura infinita. Quell'uomo era, stramazzato al suolo, estenuato, avanti alla sua casa. Egli lo

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notte; un'anima serena, pia, chiusa, che porgeva ascolto alle voci misteriose dei venti, del lago, dei torrenti, dei fiori: i fiori gli sembravano

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granai, la sua casa, tutto, tutto. I barbari sono là che gridano, urlano, ridono, danzano, bevono il suo vino, mangiano la carne dei suoi bovi che hanno

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Ma chi sono quei due uomini che si fanno imperterriti avanti, nulla temendo? Vestono una talare di lana bianca, che giunge loro al malleolo, e sulla

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Che bel sogno! Ho sognato di essere marito amato, libero lavoratore della terra, della mia terra. Certo, aveva sofferto molto, nell'incendio della

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offriranno la gran vittima, e l'Italia sarà per sempre schiava dell'invasore. Alla lotta, per la tede e per l'Italia. Egli comprende, che quest'i due

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- Vile! mormorò Giovanni Giunti quando l'amico fu uscito. Egli disprezzava tutti questi uomini dalle mezze misure, che non la sapevano rompere a

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il carroccio, una benedizione, che sia caparra di vittoria. - Vi benedico! Il Papa auspica le benedizioni dall'Alto a chi combatte alla difesa della

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campane! è il primo pensiero che gli si affaccia, e poi ricorda, colpito, stupito, ammirato; ed il ricordo gli desta un grande spavento, un infinito

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